SAFEGUARDING ASD RIVARA

Safeguarding

il Responsabile Safeguarding è quella figura incaricata a prevenire e contrastare ogni forma
di abuso, violenza e discriminazione nei confronti dei tesserati della ASD Rivara.

Incaricato: Stefano Calzolari. Modena 05/12/1962 Contatti del responsabile: Telefono: 3357391489 E-mail: safeguardingasdrivara@gmail.com

Siti utili da consultare:

https://www.battiamoilsilenzio.gov.it sito del tavolo tecnico per la co-costruzione e la promozione di una
policy per la tutela delle giovani atlete e dei giovani atleti istituito dal Dipartimento per lo
sport.

https://www.savethechildren.it pagina del sito di Save the Children relativa agli abusi nello sport e
minori: buone pratiche per prevenirli.

https://www.sportesalute.eu pagina dedicata all’inclusione sportiva sul sito di Sport e Salute.

figc-tutelaminori.it Il portale raccoglitore ufficiale Figc di tutte le notizie e strumenti creati
attorno alla policy di tutela minori.

Documenti correlati

CODICE DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER LA
PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI
OGNI ALTRA CONDIZIONE DI DISCRIMINAZIONE
I destinatari del presente Codice di condotta sono gli istruttori tecnici, i dirigenti, i
collaboratori a qualsiasi titolo, livello e qualifica.
.
I soggetti sopra indicati sono responsabili della crescita dei giovani allievi e tesserati
nonché della creazione di un ambiente positivo, sicuro e stimolante per la pratica sportiva.
A tal fine, sono chiamati a dare il buon esempio e ad essere un modello per gli allievi affiliati
alla ASD RIVARA.
.
Tutti i soggetti sopra indicati, che hanno un contatto diretto con allievi e tesserati
minorenni, sono obbligati a rispettare il Codice di condotta, che accettano integralmente
dopo averne preso visione.
.
Ogni presunta violazione del Codice di condotta deve essere segnalata e verificata secondo
quanto stabilito dal Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva. Le misure e le
sanzioni poste in essere potranno andare dall’ammonimento verbale fino alla sospensione
e alla cessazione della collaborazione che potrebbero sommarsi a momenti di formazione e
sensibilizzazione aggiuntivi.
alla ASD RIVARA si impegna a garantire un ambiente sicuro, rispettoso e inclusivo per tutti
i partecipanti, inclusi i minori e gli adulti vulnerabili. Il seguente codice di condotta
stabilisce le aspettative e le responsabilità per tutti coloro che sono coinvolti nelle attività
della società sportiva.
 Rispetto e Dignità:

  1. Rispettiamo la dignità e l’integrità di tutte le persone coinvolte nelle attività
    della società sportiva, senza discriminazioni di alcun genere.
  2. Trattiamo tutti con cortesia, gentilezza e rispetto, evitando linguaggio
    offensivo, comportamenti intimidatori o abusivi.

 Sicurezza e Benessere:

  1. Mettiamo al primo posto la sicurezza e il benessere di tutti i partecipanti,
    adottando misure appropriate per prevenire abusi, molestie o qualsiasi forma
    di
  2. Rispettiamo i diritti e le opinioni degli altri, fornendo un ambiente in cui ci si
    senta liberi di esprimere preoccupazioni o segnalare comportamenti
    inappropriati.
     Comportamento Appropriato:
  3. Manteniamo un comportamento professionale e appropriato in tutte le
    interazioni con i partecipanti, evitando qualsiasi forma di contatto fisico
    inappropriato.
  4. Evitiamo situazioni che possano essere percepite come sospette o
    inappropriati, mantenendo un comportamento trasparente e rispettoso.

 Comunicazione Adeguata:

  1. Comunichiamo in modo chiaro, aperto e rispettoso con i partecipanti,
    genitori, colleghi e altri membri della società sportiva.
  2. Manteniamo la riservatezza e il rispetto della privacy delle persone coinvolte,
    evitando la divulgazione non autorizzata di informazioni personali o

 Formazione e Consapevolezza:

  1. Partecipiamo a programmi di formazione e sensibilizzazione sulla tutela
    safeguarding per acquisire competenze e conoscenze necessarie per
    prevenire e rispondere agli abusi.
  2. Riconosciamo il nostro ruolo e la nostra responsabilità nel proteggere i
    partecipanti e segnalare qualsiasi preoccupazione o sospetto di abuso alle
    autorità competenti.
     Collaborazione e Rendicontabilità:
  3. Collaboriamo con altri membri della società sportiva e autorità competenti per
    garantire un ambiente sicuro e rispettoso per tutti.
  4. Siamo pronti a rendere conto delle nostre azioni e decisioni, rispondendo in
    modo trasparente e responsabile alle preoccupazioni sollevate dalla comunità
    sportiva.

Tutti i soggetti destinatari del presente Codice di condotta si impegnano a:
 rispettare e tutelare i diritti, la dignità e il valore di tutti i tesserati coinvolti,
indipendentemente dalla loro età, razza, colore della pelle, origine etnica, nazionale o
sociale, sesso, disabilità, lingua, religione, opinione politica, stato sociale,
orientamento sessuale o qualsiasi altra ragione. All’istruttore tecnico si richiede un
comportamento civile e antidiscriminatorio teso a non ignorare, facilitare o anche
collaborare tacitamente in attività che implicano un’ingiusta discriminazione nei
confronti dei tesserati;
 attenersi alle regole in tutte le fasi delle attività;
 incoraggiare e promuovere il fair play, la disciplina, la correttezza, e lo spirito di
collaborazione;
 non assumere o tollerare comportamenti o linguaggi offensivi nei confronti degli
atleti, genitori, direttori di gara, membri dello staff o qualsiasi altro soggetto
coinvolto nelle attività; non tollerare o partecipare a comportamenti dei minori che
siano illegali, o abusivi o che mettano a rischio la loro sicurezza fisica e/o mentale;
 sostenere e applaudire sempre gli sforzi dei giovani atleti e valorizzarli a prescindere
dai risultati sul campo, promuovendo la cultura del lavoro e del divertimento;
 trasmettere serenità, entusiasmo e passione;
 educare al rispetto, all’impegno e alla collaborazione;
 aggiornarsi costantemente sulle conoscenze necessarie per adempiere al meglio alle
mansioni assegnate e sul tema della tutela dei minori;

 rispettare il Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva, considerare il
benessere, la sicurezza e il divertimento di tutti i tesserati al di sopra ogni altra cosa;
 combattere e prevenire qualsiasi forma di bullismo tra i minori;
 ascoltare i bisogni, le richieste, le preoccupazioni di tutti i tesserati;
 non umiliare o sminuire i tesserati o i loro sforzi durante una gara o una sessione di
prove;
 non agire in modo da far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare un minore, o
perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo;
 non sfruttare un minore per un tornaconto personale o economico;
 non avere atteggiamenti nei confronti dei minori che – anche sotto il profilo
psicologico – possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-
relazionale;
 non impegnarsi in attività sessuali o avere un rapporto sessuale con tesserati di età
inferiore ai 18 anni e non fare commenti sessualmente allusivi mostrando un
comportamento sempre rispettoso e discreto;
 non avere relazioni con minorenni che possano essere in qualche modo considerate
di sfruttamento, maltrattamento o abuso;
 non consentire giochi, frasi, atteggiamenti sessualmente provocatori o inappropriati;
 garantire che tutte le attività siano adatte alle capacità, all’età, alla maturità fisica ed
emotiva, all’esperienza e all’abilità dei tesserati, in particolare degli allievi minorenni;
 lavorare insieme agli altri componenti dello staff per tutelare e promuovere gli
interessi e il benessere di ogni tesserato;
 non compiere mai abusi fisici e non infliggere punizioni o castighi che possano
essere ricondotti ad un abuso fisico;
 intessere relazioni proficue con i genitori dei tesserati minorenni al fine di fare
squadra per la crescita e la loro tutela
 accertarsi sempre che i minori siano adeguatamente sorvegliati e che le gare e le
attività in trasferta siano sicure;
 garantire che la salute, la sicurezza e il benessere dei tesserati costituiscano
obiettivo primario rispetto al successo tecnico-sportivo o qualsiasi altra
considerazione;
 organizzare il lavoro, il luogo di lavoro e le attività in trasferta in modo tale da
minimizzare i rischi;
 rispettare la privacy dei minori, specie in luoghi particolarmente sensibili i quali
devono essere sorvegliati, in modo tale da garantire la privacy dei minori;
 evitare di fare per i minori attività di carattere personale che essi stessi possano fare
da soli;
 garantire che qualsiasi trattamento di assistenza sanitaria (ad es. visita medica,
assistenza post infortunio, trattamento fisioterapico), si svolga in modo aperto e in
ambiente supervisionato, piuttosto che al chiuso o in privato e sempre con la
presenza di un soggetto terzo (altro tesserato, adulto);

 evitare di passare del tempo da soli con i minori lontano da altri soggetti;
 non lasciare che i minori rimangano senza adeguata supervisione nel corso delle
attività e, al termine delle stesse, accertarsi che lascino l’impianto sportivo
accompagnati da un proprio genitore o da una persona autorizzata, qualora i minori
non siano stati preventivamente autorizzati a lasciare l’impianto autonomamente e
senza la presenza di un adulto. Ogni autorizzazione deve essere debitamente
sottoscritta dai soggetti esercenti la responsabilità genitoriale sul minore;
 non utilizzare i social media in maniera inappropriata, non coinvolgere i minori nelle
conversazioni private sui social media e non pubblicare mai commenti o condividere
immagini che potrebbero compromettere il loro benessere o causare loro danni;
 non acquisire, detenere e pubblicare fotografie o divulgare altre informazioni sui
bambini e sui ragazzi o sulle loro famiglie su qualsiasi supporto cartaceo ovvero
digitale (es. social media personali o del club/organizzazione, siti web, strumenti di
comunicazione online personali, ecc.) in assenza della relativa liberatoria sottoscritta
dai genitori o dai tutori al fine di poter conservare e/o utilizzare tale materiale
prodotto;
 segnalare eventuali dubbi sulla sicurezza e sul benessere degli atleti rivolgendosi al
Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, in conformità a quanto
disposto nel Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva;
 consultare il Responsabile in caso di dubbi sulla partecipazione di atleti, in
conformità a quanto disposto nel Modello organizzativo e di controllo dell’attività
sportiva, in caso di necessità per favorire l’inclusione sportiva degli atleti con
disabilità fisica o intellettivo-relazionale
DOVERI E OBBLIGHI DEI TESSERATI
 
In particolare i Tesserati devono:
 comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività
connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto
nei confronti degli altri Tesserati;
 astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo,
anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
 garantire la sicurezza e la salute degli altri Tesserati, impegnandosi a creare e a
mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
 impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana,
supportando gli altri Tesserati nei percorsi educativi e formativi;
 impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito
personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali
dell’attività sportiva;
 prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una
comunicazione sana, efficace e costruttiva;
 astenersi da condotte offensive, minacciose o aggressive;
 collaborare con gli altri Tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione
di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);

 segnalare senza indugio al Responsabile contro abusi, violenze o discriminazioni
nominato dalla società situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a
pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
    DOVERI E OBBLIGHI DEI DIRIGENTI SPORTIVI E DEI TECNICI
 
In particolare i Dirigenti sportivi e i Tecnici devono:
 agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
 astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia,
potere o influenza nei confronti dei Tesserati, specie se minori;
 contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei Tesserati, specie se minori;
 evitare ogni contatto fisico non necessario con i Tesserati, specie se minori;
 promuovere un rapporto tra Tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione,
prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno
stato di soggezione, pericolo o timore;
 porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire
situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte
coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o tutoria ovvero i soggetti
preposti alla vigilanza;
 organizzare l’attività sportiva e gli allenamenti in modo da garantire la privacy degli
atleti negli spogliatoi, ovvero facendo in modo che durante l’attività sportiva o in
caso di visite mediche e trattamenti con fisioterapisti o simili, vi sia sempre la
presenza di un responsabile della società, evitando di accompagnare i minori a casa
o facendo in modo che se ciò sia necessario che vi sia sempre la presenza di un
componente dello staff;
 astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei
Tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie
autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o tutoria ovvero
dai soggetti preposti alla vigilanza;
 astenersi dal creare situazioni di intimità con il Tesserato minore;
 impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione
e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
 segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro
affidati;
 dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
 sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati
per alterare le prestazioni sportive dei Tesserati;
 conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding,
sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni,
nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito
sportivo;

 segnalare senza indugio al Responsabile contro abusi, violenze o discriminazioni
nominato dalla società e/o al Safeguarding Office, situazioni, anche potenziali, che
espongano i Tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
DOVERI E OBBLIGHI DEGLI ATLETI
 
In particolare gli atleti devono:
 rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno
reciproco;
 rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;
 mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto
comunque coinvolto nelle attività sportive;
 evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in
occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
 astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima
ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la
responsabilità genitoriale o tutoria ovvero ai soggetti preposti alla vigilanza, nonché
al Responsabile del Safeguarding e/o il Safeguarding Officer;
 segnalare senza indugio al Responsabile contro le violenze, abusi e discriminazioni
nominato dalla società e/o al Safeguarding Office situazioni, anche potenziali, che
espongano i Tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
PROCEDURE DI SELEZIONE DEGLI OPERATORI SPORTIVI
Il sodalizio quando instaura un rapporto di lavoro – a prescindere dalla forma – con
operatori chiamati a svolgere mansioni comportanti contatti diretti e regolari con minori
richiede preventivamente copia del certificato del casellario giudiziale ai sensi della
normativa vigente.
COMPORTAMENTO DA TENERE IN PRESENZA DI UNA POSSIBILE CONDOTTA RILEVANTE
 
Tutti i Tesserati devono essere vigili nell’identificare situazioni che possano comportare
rischi per gli altri e devono riportare ogni preoccupazione, sospetto o certezza circa un
possibile abuso, maltrattamento, violenza o discriminazione verso altri al Responsabile
contro abusi, violenze e discriminazioni della società o al Safeguarding Office e degli enti di
promozione cui la ASD è affiliata, attraverso la formulazione di segnalazioni da compiere
con le modalità indicate dall’Ente Affiliante.
Chiunque sospetti comportamenti rilevanti può confrontarsi con il Responsabile contro
abusi, violenze e discriminazioni del sodalizio di appartenenza o direttamente con il
Safeguarding Office e degli enti di promozione cui la ASD è affiliata.
In caso di minori coinvolti può essere opportuno segnalare in maniera tempestiva eventuali
segnali di malessere all’esercente la responsabilità genitoriale. Possono verificarsi però
situazioni nelle quali collaborare con gli esercenti la responsabilità genitoriale potrebbe
rivelarsi non sufficiente o addirittura un danno anziché un beneficio: per esempio se uno
dei genitori fosse responsabile dell’abuso o se un uno di essi si dimostrasse incapace di
affrontare in maniera adeguata la situazione. In questi casi sarebbe opportuno confrontarsi
con il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni del sodalizio.

  RISERVATEZZA
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della società e il Safeguarding
Office e degli enti di promozione cui la ASD è affiliata sono tenuti agli obblighi di
riservatezza previsti dal Regolamento federale L’identità del segnalante non può essere
rivelata a persone diverse da quelle competenti a ricevere o a dare seguito alle
segnalazioni. La protezione riguarda non solo il nominativo del segnalante ma anche tutti
gli elementi della segnalazione dai quali si possa ricavare, anche indirettamente,
l’identificazione del segnalante

MODELLO ORGANIZZATIVO E DI CONTROLLO DELL’ATTIVITÀ
SPORTIVA

Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva è redatto dall’ASD
RIVARA (di seguito associazione) come previsto dal comma 2 dell’articolo 16 del
D.Lgs.39/2021 e utilizzando le linee guida pubblicate dalla FIGC.
Si applica a chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività dall’ASD RIVARA
indipendente dalla disciplina sportiva praticata; ha validità quadriennale dalla data di
approvazione e deve essere aggiornato ogni qual volta necessario al fine di recepire le
eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali emanati dal CONI, le eventuali
ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del C.O.N.I. e le raccomandazioni
dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding.
.
L’obiettivo del presente modello è quello di promuovere una cultura e un ambiente
inclusivo che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i soci/tesserati/e, in
particolare i minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità,
tutelando al contempo l’integrità fisica e morale di tutti.
.
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva deve essere pubblicato
sul sito dell’ASD, affisso nella sede della medesima nonché comunicato al Responsabile
Safeguarding dell’ENTE di Affiliazione insieme alla nomina del Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dall’ASD.
.
Il presente modello integra e non sostituisce il Regolamento per la tutela dei soci/tesserati/e
dagli abusi e dalle condotte discriminatorie dell’ENTE / Federazione di Affiliazione.
    DIRITTI E DOVERI
1.A tutti i soci e/o tesserati/e sono riconosciuti i diritti fondamentali:
 a un trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in
ambito associativo;
 alla tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra
condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali,
disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica,
religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o
sportiva;
 a che la salute e il benessere psico-fisico siano garantiti come prevalenti rispetto a
ogni risultato sportivo.

  1. Coloro che prendono parte, a qualsiasi titolo e in qualsiasi funzione e/o ruolo, all’attività
    sportiva, in forma diretta o indiretta, sono tenuti a rispettare tutte le disposizioni e le
    prescrizioni a tutela degli indicati diritti dei soci/tesserati/e.
  2. I tecnici, i dirigenti, i soci/tesserati/e sono tenuti a conoscere il presente modello, il
    Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di
    genere e di ogni altra condizione di discriminazione e il Regolamento per la tutela dei
    soci/tesserati/e dagli abusi e dalle condotte discriminatorie dell’ENTE di Affiliazione.
      Prevenzione e gestione dei rischi Comportamenti rilevanti

Ai fini del presente modello, costituiscono comportamenti rilevanti:
 l’abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il
confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa
incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o
alterare la serenità di soci/tesserati/e, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di
strumenti digitali;
 l’abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni,
percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso
reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un
trauma, lesioni fisiche o che danneggi l’integrità psicofisica del soggetto. Tali atti
possono anche consistere nell’indurre un socio/a/tesserato/a a svolgere (al fine di
una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata oppure forzare ad
allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti. In quest’ambito rientrano
anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze
comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
 la molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di
natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti fastidio o
disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nel rivolgere
osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non
gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni
altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio,
degradante o umiliante;
 l’abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione
sessuale, senza contatto o con contatto, e considerata non desiderata, o il cui
consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel
costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o
indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;
 la negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi
socio/a/tesserato/a, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale,
presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al
presente modello, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga
causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche
nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o
psicologici del socio/a/tesserato/a;
 l’incuria: a mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico,
medico, educativo ed emotivo;
 l’abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del
diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o
in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
 il bullismo, il cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che
un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente,
attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata,
sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più soci/tesserati/e con lo
scopo di esercitare un potere o un dominio sul socio/a/tesserato/a. Possono anche
consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad
intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio,
insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti

l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva,
diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento
di oggetti posseduti dalla vittima);
 i comportamenti discriminatori: qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un
effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status
socio economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni
personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
I comportamenti rilevanti possono verificarsi in qualsiasi forma e modalità, comprese quelle
di persona e tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi, e-mail, social
network e blog.
  Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
L’Associazione nomina un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
(Responsabile Safeguarding), con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso,
violenza e discriminazione sui soci e/o tesserati/e nonché per garantire la protezione
dell’integrità fisica e morale degli sportivi.
.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding),
dovrà essere soggetto autonomo e possibilmente indipendente dalle cariche sociali e da
rapporti con gli allenatori e i tecnici, verrà selezionato tra i soggetti con abbiano esperienza
nel settore, competenze comunicative e capacità di gestione delle situazioni delicate. Dovrà
essere opportunamente formato e partecipare ai seminari informativi organizzati dall’ENTE
di Affiliazione.
.
Il Responsabile dura in carica 4 anni e può essere riconfermato.
.
Prima della nomina andrà acquisito il certificato del casellario giudiziale. Non può essere,
infatti, designato come responsabile chi ha subito una condanna penale anche non
definitiva per reati non colposi.
.
In ogni caso, il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile
Safeguarding) all’interno dell’ASD sportive svolge funzioni di vigilanza circa l’adozione e
l’aggiornamento dei modelli e dei codici di condotta, nonché di collettore di eventuali
segnalazioni di condotte rilevanti ai fini delle politiche di safeguarding, potendo svolgere
anche funzioni ispettive.
.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) sarà
tenuto a sensibilizzazione i membri dell’associazione sulle questioni di safeguarding e sarà
tenuto a collaborare con le autorità competenti.
.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dovrà
definire e pubblicizzare i canali di comunicazione chiari per i membri dell’associazione
sportiva per segnalare casi di abuso o maltrattamento e stabilire le procedure per la
registrazione e la gestione delle segnalazioni ricevute.
.

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dovrà
garantire la confidenzialità e la riservatezza delle informazioni riguardanti casi di abuso o
maltrattamento essendo tenuto a trattare le informazioni sensibili in modo riservato e nel
rispetto della privacy delle persone coinvolte.
.
Il Consiglio Direttivo potrà sospendere o rimuovere il Responsabile contro abusi, violenze e
discriminazioni (Responsabile Safeguarding) in caso di mancata conformità ai requisiti o di
violazione delle politiche dell’associazione relative alla protezione dei minori. Della revoca e
delle motivazioni è data tempestiva notizia al Safeguarding Ente di Promozione affiliante.
.
In caso di cessazione del ruolo di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni,
per dimissioni o per altro motivo, il sodalizio provvede entro 30 giorni alla nomina di un
nuovo Responsabile inserendola nel sistema gestionale federale, secondo le procedure
previste dalla regolamentazione federale.
    Uso degli spazi dell’Associazione
Deve essere sempre garantito l’accesso ai locali e agli spazi in gestione o in uso
all’Associazione durante gli allenamenti e le sessioni prova di tesserati e tesserate
minorenni a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la
cura degli atleti e delle atlete ovvero a loro delegati.
.
Presso le strutture in gestione o in uso all’Associazione devono essere predisposte tutte le
misure necessarie a prevenire qualsivoglia situazione di rischio.
.
Durante le sessioni di allenamento o di prova è consentito l’accesso agli spogliatoi
esclusivamente agli atleti e alle atlete dell’ASD.
.
Durante le sessioni di allenamento o di prova non è consentito l’accesso agli spogliatoi a
utenti esterni o genitori/accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un
tecnico o dirigente e, comunque, solo per eventuale assistenza a tesserati e tesserate sotto
i 6 anni di età o con disabilità motoria o intellettivo/relazionale.

.
In caso di necessità, fermo restando la tempestiva richiesta di intervento al servizio di
soccorso sanitario qualora necessario, l’accesso all’infermeria è consentito al medico
sociale o, in caso di manifestazione sportiva, al medico di gara o, in loro assenza, a un
tecnico formato sulle procedure di primo soccorso esclusivamente per le procedure
strettamente necessarie al primo soccorso nei confronti della persona offesa. La porta
dovrà rimanere aperta e, se possibile, dovrà essere presente almeno un’altra persona
(atleta, tecnico, dirigente, collaboratore, etc.).
  Trasferte
In caso di trasferte che prevedano un pernottamento, agli atleti dovranno essere riservate
camere, eventualmente in condivisione con atleti dello stesso genere, diverse da quelle in

cui alloggeranno i tecnici, i dirigenti o altri accompagnatori, salvo nel caso di parentela
stretta tra l’atleta e l’accompagnatore.
.
Durante le trasferte di qualsiasi tipo è dovere degli accompagnatori vigilare sugli atleti
accompagnati, soprattutto se minorenni, mettendo in atto tutte le azioni necessarie a
garantire l’integrità fisica e morale degli stessi ed evitare qualsiasi comportamento rilevante
ai fini del presente modello.
  Tutela della privacy
A tutti gli atleti (o esercenti la potestà genitoriale), i tecnici, i dirigenti, i collaboratori e i soci
e/o tesserati/e dell’Associazione all’atto dell’iscrizione/tesseramento, e comunque ogni
qualvolta venga effettuata una raccolta di dati personali, deve essere sottoposta
l’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del Regolamento Europeo
679/2016 (GDPR).
.
I dati raccolti devono essere gestiti e trattati secondo le modalità descritte nel suddetto
Regolamento e comunque solo sulla base della necessità all’esecuzione del contratto di cui
gli interessati sono parte, all’adempimento di un obbligo legale o sulla base del consenso.
.
In particolare, le categorie particolari di dati personali (quali l’origine razziale o etnica, le
opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché
dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati
relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona) possono
essere trattate solo previo libero ed esplicito consenso dell’interessato, manifestato in
forma scritta, salvi i casi di adempimento di obblighi di legge e regolamenti.
.
La documentazione, sia cartacea, sia digitale, raccolta dall’ASD contenente dati personali
dei tesserati, fornitori od ogni altro soggetto, deve essere custodita garantendo
l’inaccessibilità alle persone non autorizzate al trattamento dei dati. In caso di perdita,
cancellazione, accidentale divulgazione, data breach, eccetera, deve essere data tempestiva
comunicazione all’interessato e, contestualmente, al titolare del trattamento dei dati
personali. Deve essere data tempestiva comunicazione anche all’autorità Garante per la
protezione dei dati personali, se la violazione dei dati personali comporta un rischio per i
diritti e le libertà delle persone fisiche.
.
Tutte le persone autorizzate al trattamento dei dati personali devono essere adeguatamente
formate e devono mettere in atto tutti i comportamenti e le procedure necessarie alla tutela
dei dati personali degli interessati, soprattutto di quelli rientranti nelle categorie particolari
di dati personali.
  Inclusività
L’ASD garantisce a tutti i propri soci/tesserati/e e ai soci/tesserati/e di altre associazioni e
società sportive dilettantistiche pari diritti e opportunità, indipendentemente da etnia,
convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua,
opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva,
relazionale o sportiva.

.
L’ASD si impegna, anche tramite accordi, convenzioni e collaborazioni con altre
associazioni o società sportive dilettantistiche, a garantire il diritto allo sport agli atleti con
disabilità fisica o intellettivo-relazionale, integrando suddetti atleti, anche tesserati per altre
associazioni o società sportive dilettantistiche, nel gruppo di atleti tesserati per l’ASD loro
coetanei.
.
L’ASD si impegna a garantire il diritto allo sport anche agli atleti svantaggiati dal punto di
vista economico o famigliare, favorendo la partecipazione di suddetti atleti alle attività
dell’associazione anche mediante sconti delle quote di tesseramento e/o mediante accordi,
convenzioni e collaborazioni con enti del terzo settore operanti sul territorio e nei comuni
limitrofi
.
  Contrasto dei comportamenti lesivi e gestione delle segnalazioni dei comportamenti lesivi
In caso di presunti comportamenti lesivi, da parte di soci/tesserati/e o di persone terze, nei
confronti di altri soci/tesserati/e, soprattutto se minorenni, deve essere tempestivamente
segnalato al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni safeguarding tramite
comunicazione a voce o via posta elettronica all’indirizzo e-
mail safeguardingasdrivara@gmali.com. Le chiavi di accesso a tale indirizzo email saranno
in possesso esclusivamente del Responsabile.
.
In caso dei suddetti comportamenti lesivi, se necessario, deve essere inviata segnalazione
al Garante per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie agli enti di
promozione sportiva ai quali l’ASD è affiliata agli indirizzi indicati dagli ENTI di Affiliazione.
.
In caso di gravi comportamenti lesivi l’Associazione deve notificare i fatti di cui è venuta a
conoscenza alle forze dell’ordine.
L’ASD deve garantire l’adozione di apposite misure che prevengano qualsivoglia forma di
vittimizzazione secondaria dei tesserati che abbiano in buona fede:
 presentato una denuncia o una segnalazione;
 manifestato l’intenzione di presentare una denuncia o una segnalazione;
 assistito o sostenuto un altro socio/a/tesserato/a nel presentare una denuncia o una
segnalazione;
 reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o
discriminazioni;
 intrapreso qualsiasi altra azione o iniziativa relativa o inerente alle politiche di
safeguarding.
  Sistema disciplinare e meccanismi sanzionatori
A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere
ricondotti a:
 mancata attuazione colposa delle misure indicate nel Modello e della
documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela

dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra
condizione di discriminazione);
 violazione dolosa delle misure indicate nel presente modello e della documentazione
che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la
prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di
discriminazione), tale da compromettere il rapporto di fiducia tra l’autore e l’ASD in
quanto preordinata in modo univoco a commettere un reato;
 violazione delle misure poste a tutela del segnalante;
 effettuazione con dolo o colpa grave di segnalazioni che si rivelano infondate;
 violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’ASD;
 violazione delle disposizioni concernenti le attività di informazione, formazione e
diffusione nei confronti dei destinatari del presente modello;
 atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per
motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
 mancata applicazione del presente sistema disciplinare.
Le sanzioni comminabili sono diversificate in ragione della natura del rapporto giuridico
intercorrente tra l’autore della violazione e l’ASD, nonché del rilievo e gravità della
violazione commessa e del ruolo e responsabilità dell’autore. Le sanzioni comminabili sono
diversificate tenuto conto del grado di imprudenza, imperizia, negligenza, colpa o
dell’intenzionalità del comportamento relativo all’azione/omissione, tenuto altresì conto
dell’eventuale recidiva, nonché dell’attività lavorativa svolta dall’interessato e della relativa
posizione funzionale, gravità del pericolo creato, entità del danno eventualmente creato,
presenza di circostanze aggravanti o attenuanti, eventuale condivisione di responsabilità
con altri soggetti che abbiano concorso nel determinare l’infrazione, unitamente a tutte le
altre particolari circostanze che possono aver caratterizzato il fatto.
.
Il presente sistema sanzionatorio deve essere portato a conoscenza di tutti i destinatari del
Modello Organizzativo attraverso i mezzi ritenuti più idonei dall’ASD.
  Sanzioni nei confronti dei collaboratori retribuiti
I comportamenti tenuti dai collaboratori retribuiti in violazione delle disposizioni del
presente modello, inclusa la violazione degli obblighi di informazione nei confronti
dell’ASD, e della documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di
condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di
ogni altra condizione di discriminazione) sono definiti illeciti disciplinari.
.
Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni,
che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
 richiamo verbale per mancanze lievi;
 ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1;
 multa in misura non eccedente l’importo di 5 ore di retribuzione;
 sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 15;

 risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio/a/tesserato/a dell’ASD,
radiazione dello stesso.
.
Ai fini del precedente punto:
 Incorre nel provvedimento disciplinare del richiamo verbale per le mancanze lievi il
collaboratore che violi, per mera negligenza, le procedure aziendali, le prescrizioni
del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della
violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello
svolgimento di attività sensibili, un comportamento non conforme alle prescrizioni
contenute nel presente modello, qualora la violazione non abbia rilevanza esterna.
 Incorre nel provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta il collaboratore che
risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è
applicabile il richiamo verbale e/o violi, per mera negligenza, le procedure aziendali,
le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle
molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o
adotti, nello svolgimento di attività nelle aree a rischio, un comportamento non
conforme alle prescrizioni contenute nel presente modello, qualora la violazione
abbia rilevanza esterna.
 Incorre nel provvedimento disciplinare della multa non eccedente l’importo di 5 ore
della normale retribuzione il collaboratore che risulti recidivo, durante il biennio,
nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile l’ammonizione scritta e/o,
per il livello di responsabilità gerarchico o tecnico, o in presenza di circostanze
aggravanti, leda l’efficacia del presente modello con comportamenti quali:
……..a) l’inosservanza dell’obbligo di informativa al Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding); l’effettuazione, con colpa
grave, di false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello o del
Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della
violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione;
……..b) la violazione delle misure adottate dall’Associazione volte a garantire la tutela
dell’identità del segnalante; la reiterata inosservanza degli adempimenti previsti dalle
prescrizioni indicate nel presente modello, nell’ipotesi in cui riguardino un
procedimento o rapporto in cui è parte la Pubblica Amministrazione (ivi comprese le
Autorità Sportive).
……..c) la reiterata inosservanza degli adempimenti previsti dalle prescrizioni indicate
nel presente modello, nell’ipotesi in cui riguardino un procedimento o rapporto in cui
è parte la Pubblica Amministrazione (ivi comprese le Autorità Sportive);
 Incorre nel provvedimento disciplinare della sospensione dalla retribuzione e dal
servizio per un massimo di 15 giorni il collaboratore che risulti recidivo, durante il
biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile la multa non
eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione e/o effettui, con dolo, false o
infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello Organizzativo e del Codice
di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di
genere e di ogni altra condizione di discriminazione e/o violi le misure adottate dalla
Società volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante così da generare
atteggiamenti ritorsivi o qualsiasi altra forma di discriminazione o penalizzazione nei
confronti del segnalante.
 Incorre nel provvedimento disciplinare della risoluzione del contratto senza
preavviso il collaboratore che eluda fraudolentemente le prescrizioni del presente

modello attraverso un comportamento inequivocabilmente diretto alla commissione
di uno dei reati ricompreso fra quelli previsti e/o violi il sistema di controllo interno
attraverso la sottrazione, la distruzione o l’alterazione di documentazione ovvero
impedendo il controllo o l’accesso alle informazioni e alla documentazione agli
organi preposti, incluso il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni in
modo da impedire la trasparenza e verificabilità delle stesse.
  Sanzioni nei confronti dei volontari
Nei confronti dei volontari dell’ASD, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che
devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:

  1. richiamo verbale per mancanze lievi;
  2. ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1;
  3. allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a
    15 giorni;
  4. allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a
    1 anno;
  5. rescissione del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio
    dell’Associazione, radiazione dello stesso.
    Ai fini del precedente punto si rimanda al punto 3 della sezione “Sanzioni nei confronti dei
    collaboratori retribuiti”.
      Obblighi informativi e altre misure
    L’ASD è tenuta a pubblicare il presente modello e il nominativo del Responsabile contro
    abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) presso la sua sede e le
    strutture che ha in gestione o in uso, nonché sul sito istituzionale.
    .
    Al momento dell’adozione del presente modello e in occasione di ogni sua modifica, l’ASD
    deve darne comunicazione a tutti i propri tesserati, associati e volontari. L’ASD deve
    informare il socio/a/tesserato/a o eventualmente coloro che esercitano la responsabilità
    genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti, del presente modello e del
    nominativo e dei contatti del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.
    .
    L’ASD deve dare immediata comunicazione di ogni informazione rilevante al Responsabile
    contro abusi, violenze e discriminazioni, al Garante per la tutela dei tesserati dagli abusi e
    dalle condotte discriminatorie nonché all’Ufficio della Procura federale ove competente.
    .
    L’ASD deve dare diffusione presso i propri soci/tesserati/e di idonee informative finalizzate
    alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione nonché alla
    consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele.
    .
    L’ASD deve prevedere adeguate misure per la diffusione o materiali informativi finalizzati
    alla sensibilizzazione e alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi.
    .

L’ASD deve prevedere un’adeguata informativa ai soci/tesserati/e o eventualmente a coloro
esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti, con
riferimento alle specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di
abuso, violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive.
.
L’ASD deve dare comunicazione ai soci/tesserati/e o eventualmente a coloro esercitano la
responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti di ogni altra politica di
safeguarding adottata dall’ENTE di Affiliazione.